
Oggi è l’anniversario del nostro matrimonio americano. E la musica non può essere che questa:
Ci siamo sposati 17 anni fa alla Silver Bell Wedding Chapel – 607 South Las Vegas Blvd – Las Vegas, NV 89101
Ricordo che era quasi tutto finto, tranne il celebrante, il testimone e la nostra follia. Fiori del bouquet finti, fiori della cappella finti, prato finto, laghetto finto.
Il mio elegantissimo vestito bianco anni ’50 con cappellino e veletta, acquistato a Milano in un negozio di abiti vintage, quasi stonava in quell’ambiente kitsch, era un pugno in un occhio.
Fortunatamente c’era Seb che compensava tenendo alta la pacchianeria che si conveniva all’occasione: indossava il tuxedo, termine americano per definire lo smoking che qui è l’abito da matrimonio.
Percorrendo i lunghi corridoi dell’hotel dove alloggiavamo le persone che incontravamo, vedendoci in abiti matrimoniali, si congratulavano con noi, con spontanea naturalezza.
Io, al contrario, mi vergognavo un po’ perché, trattandosi di un gioco, anche se risposerei 1000 volte il compagno della mia vita, avevo l’impressione di ingannare tutti coloro che ci auguravano felicità nel giorno più bello.
In realtà il nostro giorno più bello l’avevamo già vissuto due anni prima, a Milano, sposandoci civilmente a Palazzo Reale.
Seb, al contrario, con il suo stile britannico, elargiva sorrisi e ringraziamenti anche se, sotto sotto, per via di quello smoking e ragionando all’italiana, si sentiva un tantino déplacé.
Uscendo dall’hotel, io rasente il muro e a testa bassa, ci aspettava la limousine bianca prenotata per condurci alla Silver Bell Chapel.
Celebrante, testimone e fotografo ci stavano aspettando. Entrando nella piccola cappelletta la Marcia Nuziale ci accoglieva solenne e la mia vergogna era quasi palpabile.
Tutti erano composti, impettiti, e io cominciavo a tremare dalla paura di non riuscire a trattenere una risata che, in situazioni imbarazzanti, nemmeno a farlo apposta, per me è sempre in agguato, incoercibile e inevitabile.
Ho adottato il suggerimento di pensare a cose tristi, senza risultato. Mi venivano in mente solo buffonate o castronerie.
La cerimonia, fortunatamente, è durata dieci minuti e l’ho scampata!
Il pranzo di nozze, l’abbiamo consumato, da vegetariani, al Golden Nugget, l’albergo dove abbiamo alloggiato nei 3 giorni di permanenza a Las Vegas.

Aggiornamento di oggi 2 agosto 2011: Seb è arrivato sabato sera a New York!
Fino a venerdì pomeriggio era incerta la sua partenza ma il last minute dei miracoli si è verificato.
Stasera andremo a festeggiare il nostro anniversario o da Angelica Kitchen o in un ristorante nepalese che ha piatti anche vegani, scoperto un paio di giorni fa durante i miei giri nella Grande Mela!
E la musica che dedico a Seb è “I’ve got you under my skin” cantata da Frank Sinatra.
Sì, perchè Seb è proprio sotto la mia pelle.
2 agosto 2011 at 12:43
Ho letto tutto d’un fiato questo post, la descrizione è così dettagliata che riesco ad immagine la tua goffaggine (è il termine esatto per la situazione?) in quel constesto kitsch. Siete proprio matti voi due! ..o forse tu lo sei un po’ più di lui? :p Non potevo però commentare prima di ascoltare Frank Sinatra…
Lo ami proprio, Seb, eh?! Felice anniversario…e super festeggiamentiiiiiiii
2 agosto 2011 at 18:18
Sì sì, Sara, goffaggine è il termine corretto!! La goffaggine sostenuta dall’imbarazzo….
Sì, hai ragione, siamo matti ma io lo sono molto di più…quasi da legare!!
Sì, lo amo proprio perchè è una brezza leggera nei miei tenebrosi pensieri!!
GRAZIE!!!!
2 agosto 2011 at 16:29
Peace and love…<3
Vorrei che anche io e l'altra metà del mio sangue (alias Amedeo!XD) avessimo la stessa forza…
Un felicissimo anniversario!!!!!
2 agosto 2011 at 18:19
Grazi Francesca!!
La forza si costruisce giorno per giorno, tra alti e bassi, tra sogni e realtà!! Auguro anche a te lo stesso percorso, senza i miei ostacoli!!
2 agosto 2011 at 17:53
Che bello! Alla fine ce l’ha fatta! I nostri auspici si sono avverati!
E che bello il ricordo di quel giorno… mi ricordo le foto che mi hai mostrato tempo fa… fantastiche!
E’ invidiabile il vostro legame, davvero una cosa meravigliosa. Auguri!!!
2 agosto 2011 at 18:22
Grazie Pippina!!!! Ho incrociato le dita per giorni e giorni, fino alla paralisi, per la partenza di Seb….
Le foto le metterò su questa pagine quando riusciremo a digitalizzarle!!
E’ un legame costruito giorno per giorno con molte bizze, le mie, e molta indulgenza, la sua!!
3 agosto 2011 at 03:09
Allora buon anniversario americano! E buone vacanze… come una seconda luna di miele, che romantici…
3 agosto 2011 at 07:26
tutto è bene quel che finisce bene, evviva! grazie per aver condiviso questo speciale ricordo cara titti, non c’è niente che faccia star bene come una dolce storia d’amore.. buona buonissima vacanza e a presto ^__^
3 agosto 2011 at 15:18
Aspettiamo le foto allora! (ma io mi riferivo a quelle che mi hai mostrato a casa tua del vostro matrimonio americano! leggere il tuo racconto me le ha fatte ricordare)
3 agosto 2011 at 22:36
@Giusy: grazie!!! Ora qualche giorno di vacanza romantica verso il nord prima di ricominciare il mio amato corso!!

su FB sono diventata un soggetto passivo; faccio comparsate di 10 minuti! Quando Seb rientra gli faccio digitalizzare le foto cartacee e le pubblico qui!!
@Marta: vero vero!! un vero happy end!! Anzi, ora incominciamo la vacanza!! A presto, sì sì sì!!!!
@Pizzapie: sì sì, sono pazza e molto orgogliosa della mia sana follia!!
@Pippi: sì sì, aspetta le foto qui. Proprio quelle del matrimonio americano che hai visto sull’album a casa!
4 agosto 2011 at 03:27
Con incolpevole (ti dirò in una mail perchè) ti auguro un felicissimo anniversario!
Laura
5 agosto 2011 at 08:27
Grazie Laura!! Gli auguri sono sempre graditi e non hanno mai una scadenza! A presto!
5 agosto 2011 at 19:21
Diciassette anni dopo, dovessi rifarlo, saresti meno impacciata e vergognosa, un po’ perche’ lo spirito pacchiano americano ti si e’ trasferito per osmosi!! In effetti, non saprei se queste “americanate” (termine che uso, come immagini, senza una vera definizione) siano il simbolo di quanto, in certe cose, “noi americani” ci prendiamo meno sul serio che “noi italiani”…
Congratulazioni… l’avventura continua!
6 agosto 2011 at 19:17
Moky, penso anch’io che sarei meno impacciata. Ormai mi sono americanizzata… E quando dico “americanata” lo dico per sottolineare la leggerezza e quella certa goliardia innocua e simpatica.
Sì, gli americani prendono con leggerezza le cose leggere e con serietà le cose serie.
E’ proprio il giusto atteggiamento!