Difetti insopportabili e inaccettabili…..

invadente

 

Sarò breve…..

Due categorie di difetti non riesco a sopportare nelle persone e, di conseguenza gli umani che  ne sono afflitti (o, meglio, che affliggono): la menzogna e l’invadenza.
Mi sento di sottolineare, senza timore die essere smentita che, pur avendo una miriade di difetti, anche pesanti da sopportare (ne sanno qualcosa i miei cari e mio marito in particolare….ma anche gli amici più stretti o chi ha avuto a che fare con me), non sono né bugiarda né invadente.

Sui miei difetti indugerò in un prossimo post. E’ necessaria una lunga trattazione…..  ;-)

Alle persone sincere che, pur consapevoli di palesare una debolezza o una mancanza, non sanno mentire; alle persone discrete, rispettose dei tuoi tempi, dei tuoi spazi, delle tue abitudini, delle tue manie, che sanno intuire quando è il momento di avvicinarsi e quando è il momento di allontanarsi perdòno tutto (o, almeno, ci provo e mi impegno).

Intendiamoci, non è che sia una santa…. Altre caratteristiche umane mi sono insopportabili ma riesco a essere più tollerante verso quelle  e, anche se non a giustificare, tendo a dare una spiegazione al loro manifestarsi nonostante mi facciano infuriare. Vedi i razzisti, i saputelli, i presuntuosi, gli arroganti, i maleducati, i raccomandati, i leccaculo, i portaborse, gli opportunisti, gli avari, ecc. ecc.

bugie2

Sono stata breve, come promesso. E ora ascolto Stan Getz, grandissimo sassofonista di Philadelphia, morto a Malibu a 64 anni,  in These foolish things…

 


Sunday vegan Jazz Brunch

Sin da piccola – direi ancora in culla – in casa si ascoltava Jazz. Il grandissimo cultore ed estimatore della musica afroamericana era Mario, mio padre. Mi portava ai concerti jazz a Milano, dove vivevamo.

Ho avuto la fortuna di andare ai concerti di Ella Fitzgerald, Duke Ellington, Miles Davis, Dizzie Gillespie, Max Roach e di altri grandissimi del Jazz.

Una musica che mi è davvero familiare e che rappresenta la colonna sonora di tutta la mia vita.
Dunque, è con grandissimo piacere ed emozione che sono felice di annunciare che ospiterò due musicisti Jazz al mio B&B a Torbole sul Garda. Si tratta di Martha J (voce) e Francesco Chebat (tastiere).
Sarà un’occasione per ascoltare musica di alto livello, american style, gustando un vegan brunch (preparato da me) come ho fatto spesso nei migliori Jazz Club di New York.

Martha J Sunday Jazz Brunch fb


Un supermercato aperto 24 ore? Scandaloso…. Anzi no!!

 

carrello

La notizia: un supermercato a Torino osserverà l’apertura  24 ore.
A Milano, da un paio di anni, sempre la stessa catena di grande distribuzione (Carrefour) osserva l’apertura  24 ore di  un proprio punto vendita.
Il solito provincialismo conservatore tutto italiano,   – e della peggior specie –  si scatena nelle più patetiche contestazioni su questa iniziativa.

Ho letto ogni tipo di osservazione e, se non fosse che certe critiche mi hanno fatto ridere (e ridere fa bene alla salute), ci sarebbe davvero da piangere nel leggere certi commenti.
Cito a memoria “siamo considerati polli da batteria” e ancora (questa è la più bella :-D  ) “ci considerano involucri da riempire” per finire con  il solito logoro  luogo comune “siamo alla frutta“.

Un supermercato (uno, non 20!) aperto 24 ore è un servizio, non un capriccio e non sarà quello che farà impennare i profitti della Carrefour.
Chi afferma che veniamo considerati polli da batteria o involucri da riempire solo perché un supermercato resta aperto giorno e notte è perché si sente tale.
Non mi sento un pollo da batteria né un involucro da riempire solo perché ho la possibilità, consapevole, di fare acquisti a mezzanotte o alle 7 di mattina.
Si tratta di un servizio come quelli che offrono – né più né meno –  le stazioni di benzina, i tassisti, i baristi degli autogrill, i ferrovieri, i piloti di aerei, il personale degli aeroporti, gli infermieri, i panettieri, il personale degli alberghi, e la lista è molto più lunga.
Vorrei vederli, questi moralisti, restare senza benzina in autostrada o cercare un taxi alle due di notte o andare in un albergo, dopo un lungo viaggio, e non trovare nessuno alla reception.

L’America  – che è notoriamente più avanti di noi (ha la democrazia più lunga del mondo, più di 200 anni!) – ha nelle città alcuni supermercati aperti 24 ore, non tutti.  E i critici di questa iniziativa italiana vedono l’America come il male assoluto. E in America è nata la più bella musica del mondo, il Jazz. Questo non c’entra con il post ma mi andava di dirlo!
E ora mi ascolto Uno strepitoso Charlie Parker in Now’s the time, alla faccia dei conservatori!

 


Cappuccino muffin

Muffin

Ed ecco una ricetta, finalmente. Era davvero ora, vero?.
Me l’ha richiesta un’amica – la cara Alessandra –  e, lì per lì, pensavo di mandargliela via email.
Poi ho pensato che mi sarebbe piaciuto condividerla ed eccola qui.
E’ uno dei tipi di muffin più apprezzati tra quelli che sforno al B&B ed è quello che piace di più anche a Seb e a me.
La ricetta è tratta dal libro “Hearty vegan meals for monster appetites” di Celine Steen e Joni Marie Newman.
I libri americani di ricette sono in assoluto i migliori: per precisione nelle quantità, per l’elenco degli ingredienti che rispetta la sequenza nell’utilizzo, per descrizione del procedimento.

INGREDIENTI:
2/3 cup (160 ml) latte vegetale – io uso latte di riso
1/4 cup /60 ml) olio vegetale  – io uso semi di mais o girasole
1/2 cup (120 gr) yogurt di soia bianco
2 teaspoon (10 ml) aceto di mele
1/2 cup (88 gr) gocce di cioccolato fondente
1/2 cup polvere di cacao amaro, non zuccherato
1 cup (200 gr) zucchero di canna – io ne metto un po’ meno
2 tablespoons (6 gr) caffè istantaneo solubile
1/2 teaspoon sale
2 cups (250 gr) farina – io uso farina semintegrale
2 teaspoons (9 gr) lievito per dolci
2 teaspoons (9 gr) bicarbonato di sodio
zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO:
Riscaldare il forno a 180°.
Disporre i pirottini di carta, precedentemente oliati,  nella teglia da muffin.

In una ciotola capiente versare il latte, lo yogurt, l’aceto, le gocce di cioccolato, il cacao in polvere, lo zucchero, la polvere di  caffè solubile e il sale.

In un’altra ciotola disporre la farina, il lievito, il bicarbonato.
Unire gli ingredienti secchi  a quelli umidi e mescolare bene l’impasto.

Disporre l’impasto nei pirottini.

Cuocere una ventina di minuti o fino a che, facendo la prova dello stuzzicadenti, questo non esce pulito.
Decorare con zucchero a velo.

Sono deliziosi con una bella cioccolata calda o un cappuccino, ascoltando  il sax di Sonny Rollins in live in Japan Falling in love with love.


Riflessioni spicciole

 

Immagine dal web

Immagine dal web

Giorni fa, passeggiando con la Joy, nel magnifico parco di fronte a casa mia (che aiuta a raccogliere i pensieri e le idee) riflettevo sul fastidio che mi provoca un certo utilizzo dei quattrini.
Posto che ognuno dei propri quattrini fa ciò che vuole, mi sono immaginata un elenco di spese urtanti che esorterei a evitare.

Di converso, pensavo alla lista contraria, quella virtuosa, quella da non evitare.
Quindi, semaforo ROSSO per la lista da evitare e semaforo VERDE per quella da caldeggiare.
L’ordine è casuale.

SEMAFORO ROSSO al denaro mal speso per:
1) crociere
2) villaggi turistici
3) sigarette e droghe
4) superalcolici
5) ristoranti banali
6) autovetture status symbol
7) multe
8) palestra
9) abbigliamento firmato
10) circo
11) acquisto animali
12) cibo spazzatura
13) profumi
14) fiori recisi
15) schermi TV esagerati

SEMAFORO VERDE al denaro ben speso per:

1) viaggi
2) libri e CD
3) spettacoli (concerti, cinema, teatro)
4) formazione
5) visite a musei, mostre
6) adozioni
7) volontariato e beneficenza
8) cibo di qualità
9) hobby
10) attrezzi da cucina per autoprodurre

 

La lista può allungarsi. Attendo contributi! :-)

 

E ora ascolto un GRANDE STREPITOSISSIMO Dave Matthews dal vivo @Gorge 2011 in Big eyed fish

PS: Per la musica di DMB (Dave Matthews Band) i soldi sono spesi bene, anzi benissimo!!   :-)


Amicizie e click….

click1-300x224Che bello poter cancellare dalla propria vita una persona fastidiosa che trasmette  negatività.

Una mitomane.
Con un click.

La prossima volta pubblicherò una ricetta. E’ giunto il tempo di farlo.
Nel frattempo, ascolto una spettacolare Nina Simone in “Feeling good


Malinconia…..

Mi capita spesso, specie in questo periodo di discrete tribolazioni mentali e di problemi reali – più di questi che di quelle –  di invocare l’aiuto della mia mamma Lidia che se ne è andata l’anno scorso, a marzo.
Vorrei averla qui con il suo ottimismo e la sua facilità ad adottare strategie d’attacco per superare gli ostacoli.
Era solita dire “ vado tra le gambe del diavolo ma voglio arrivare all’obiettivo“. Non sono come lei.
Sono incline allo scoramento e alla malinconia se vedo un ostacolo.
Con lei il rapporto non è stato facile e, per alcuni anni, ha raggiunto risvolti se non drammatici sicuramente molto tormentati. Per un lunghissimo periodo ci eravamo allontanate per poi riavvicinarci.
Lidia era di una generosità materiale quasi patologica. E di questo ne vado fiera.
Sono meno fiera di certe sue interferenze (pesanti)  nella mia vita che mi hanno tarpato le ali bocciando certe mie scelte e orientandomi verso altre a suo dire più adatte a me.
Ma nonostante il rapporto difficile che abbiamo sempre avuto – non lo nego – anche per certe ruvidezze del mio carattere, ora mi manca. E la invoco, ogni giorno.
Dedico a Lidia questo pezzo di Mahalia Jackson “Amazing Grace” che lei adorava.


Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 120 follower