Serendipity


Ne sentii parlare per la prima volta durante i miei studi universitari.
Ne rimasi subito calamitata e affascinata anche perché nell’interpretazione e nel significato di quel termine mi ci sono subito riconosciuta.
Rappresenta il pensiero e la vita nomadi che non mi abbandonano mai.
E’ cavalcare l’onda lasciandosi trasportare ma è anche osservare il surfista.

Serendipity è un nome coniato dallo scrittore Horace Walpole che  lo scoprì leggendo la fiaba di Cristoforo Armeno “I tre principi di Serendippo”.
La fiaba è bellissima e merita un’attenta lettura. Ed è pure divertente.
Narra il viaggio di tre principi che descrivono situazioni e vicende non vissute ma che, attraverso l’osservazione, il caso e l’intuito  riescono a far credere (e convincere) di aver vissuto.
Serendipity è trovare cose che non si stavano cercando. E’ percorrere un viaggio senza schemi, lasciandosi abbandonare all’imprevisto, al caso, al fascino del mistero.
E’ aprirsi al nuovo, assecondare l’avventura, la capacità di osservare e di ascoltare.
E’ l’apertura verso i cambiamenti e gli atteggiamenti, con la giusta audacia, senza paura.
E’ sbagliare strada senza sentirsi smarrito e scoprire cose interessanti e importanti nel nuovo cammino. E farne tesoro.
Julius  H. Comroe, ricercatore americano, disse che “Serendipity is looking in a haystack for a needle and discovering a farmer’s daughter” (1976) – Serendipity è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino.

E  questa immagine, grazie alla sua originalità,  è estremamente esplicativa.

Ho notato tanti locali con il nome suggestivo di  Serendipity. Chissà se evocano lo stesso significato.
C’è persino una gelateria, qui a New York, che fa un tipo di gelato da 1000 dollari (proprio mille dollari).
Pare sia  fatto con la polvere d’oro. Un vero gioiello….
Andrò nei prossimi giorni a curiosare, senza assaggiare il gelato, ovviamente, e  scriverò qualche osservazione, se merita che vi dedichi del tempo.

Oggi la mia insegnante di lettere, al liceo, avrebbe compiuto 90 anni. Oltre a essere stata una donna di grande sapienza e immensa cultura aveva le doti dei grandi: l’umiltà.
Se ne è andata nel 2006. Ciao Prof.!
A lei devo la mia passione per le lettere e per la storia della lingua italiana.

Sto ascoltando un musicista jazz antipatico e scontroso ma geniale e irresistibile.
Da un gigante del jazz si accetta tutto. Keith Jarrett in “The Koln concert

PS: le foto le ho scattate a Maui nel febbraio scorso.

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11 responses to “Serendipity

  • juhan

    Quando ho iniziato a leggere mi son detto: “adesso cito il Comroe” e invece no. O sì? io di lui ho letto solo questa frase e non so se può bastare.

  • Massimo

    La serendipità (?) è una sensazione meravigliosa: quel momento in cui qualcosa accade proprio lì davanti ai tuoi occhi e tu per una volta lasci che sia l’istinto a guidarti. Accadono sempre cose meravigliose quando ci si lascia andare eppure chissà perché lo si fa sempre così di rado.

  • Moky

    Una parola che esprime con incredibile profondita’ l’essenza della tua persona.

  • Titti

    @Juhan: può bastare, eccome! Vi è racchiuso tutto il significato. A te non resta che lasciarti andare.

    @ Massimo: hai ragione, la traduzione sarebbe proprio serendipità ma trovo che tradotta perda un po’ il suo fascino. E’ veramente una sensazione magnifica nella quale abbandonarsi e lasciarsi trasportare. Porterà sicuramente in luoghi inesplorati e affascinanti.

    @Moky: grazie, ma tu lo dici per affetto!!

  • Dioniso

    No, il gelato da 1000 dollari no!! Mandiamogli Petrini (il mio gelataio romano preferito) 🙂
    Scherzi a parte, se scriverai qualcosa sulla gelateria fammelo sapere.

    Bello il tuo post.

    Saluti americani
    Dioniso

    • Titti

      Ciao Dioniso! Ahh, abbiamo lo stesso fuso!!! Sono stata oggi da Serendipity ma c’era una coda chilometrica per il servizio al tavolo. Roba da matti! Ho chiesto il menu da consultare (volevo fargli una foto) ma il bellimbusto all’ingresso mi ha detto di mettermi in lista e lasciare il mio nome. Figuriamoci.
      Tornerò…la curiosità è alle stelle!!!!
      Hanno pure un sito!
      Saluti newyorchesi!!!

  • mignao

    Non avevo mai sentito questa parola. La sua storia è davvero affascinante! Grazie!!!

  • Titti

    @Mignao: Anch’io sono rimasta affascinata appena l’ho scoperta.
    PS Che bello ritrovarti qui!

  • Yari

    La parola la conoscevo, ma non ne conoscevo l’etimologia. È una bella parola, con un bel significato, e di cui dovremmo tutti farne tesoro.
    Della gelateria invece non ne sapevo nulla, ma quanto gelato producono? 1000 dollari al chilo o a coppetta? 😉 (Non che cambi molto, non lo comprerei comunque!)

  • Titti

    @Yari: Sì, è una parola dal significato pregnante. Deriva da Serendip, l’antico nome di Ceylon, l’attuale Sri Lanka.
    Il prezzo del gelato “all’oro” non so se si riferisce a coppetta o a peso. Mi farei un ciondolo…..Comunque conto di tornarci questa settimana. Sono troppo curiosa!!!!
    Ora vado a curiosare il link!! Grazie!!

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