La miseria non ha nazionalità

Ascoltando il sax di  Cannonball Adderley  in Work  Song, ho ripensato a questo episodio.

Giorni fa, costretta a prendere la metropolitana anziché la moto, per andare al lavoro, per via di una bronchite che mi tormenta, tra la fermata Palestro e San Babila, ho sentito una signora che, con volume di voce deliberatamente alto, affermava, rivolgendosi a un’interlocutrice conosciuta che “più del 90 % degli ospiti delle mense di accoglienza sono nomadi, stranieri, barboni dei paesi dell’est che nessuno ha invitato a quelle tavole“.
Si sente di tutto sui mezzi pubblici, obtorto collo….

E, tra gli argomenti a me particolarmente sgraditi e di scarso o nullo interesse, elencherei noiose  cronistorie di serate familiari altrettanto noiose, racconti di corna, racconti di viaggi organizzati all inclusive, di soggiorni in alberghi a 5 stelle uguali in tutto il mondo, crociere di massa,  turni di lavoro, maldicenze contro suocere e cognate, pettegolezzi verso colleghi, difetti coniugali. Potrei continuare a lungo.

Ma un’uscita come quella di quella passeggera della metropolitana è la peggior affermazione sentita nel mio Paese da quando sono rientrata da New York.

Non definirei razzista la signora ma molto di più, volgare e miserabile, arida, senza strumenti culturali. Un’affermazione come quella nasce dalla convinzione che l’indigenza vada catalogata in base alla nazionalità o alla provenienza: c’è un’indigenza più gradita di altre  verso cui offrire un gesto di aiuto  per placare un ipocrita senso di colpa e un’indigenza sgradita perché implica la necessità di  condividere le cose con un “invasore”.

Il sax di Cannonball è una dolce medicina alla miseria umana. Se proprio non la elimina la fa dimenticare.
 

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7 responses to “La miseria non ha nazionalità

  • b&k

    Ecco, forse la “signora” dovrebbe trovarsi in una situazione di indigenza per un po’, cosi c’e’ la possibilita’ che capisca…

  • Elena

    … rido di pancia con la tua lista argomenti proprio no, dacci dentro e tienila aggiornata che mi fai star bene e non mi sento più la solita “Bastian contrario”… ti abbraccio Titti e aspetto rendez-vous milanese (lontani però dalle sciùre che dan fiato a becchi stolti).
    Elena :)))

    • Titti

      @b&k: purtroppo certa gente nasce con il sedere al caldo e, se non aiutata dalla cultura (in senso lato), non capirà mai. Queste persone, per me, sono povere, veramente povere.

      @Elena: Elenuccia, accolgo molto volentieri la tua proposta di tenere aggiornata la lista….vado a nozze!!! Ti abbraccio forte anch’io, in attesa di poterlo fare personalmente, insieme a Yari. Dobbiamo organizzarci!!!! 😀 )))))

  • Sarosky

    Uffff che gente idiota che c’è al mondo…concordo nell’ascoltarsi il sax di Cannonball…è già il terzo gli do! =)

  • Massimo Poti

    E ci scommetto che la signora si considera certamente una persona misericordiosa, tollerante, una buona cristiana. Solo quando e con chi pare a lei.

    • Titti

      @Massimo: sono sicura che la signora si sente una buona cristiana! La statistica non dà ragione alla signora che voleva solo sciorinare un odioso patriottismo?! Tra i poveracci che siedono alle mense di accoglienza ci sono tanti italiani, padri separati, disoccupati e tante altre categorie di persone bisognose. La povertà non ha colore, mi verrebbe da dire alla “signora”.

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