Una lista indigesta

C’è una lista di comportamenti, azioni, atteggiamenti, da parte degli altri, che non riesco a tollerare, verso cui non ho alcuna indulgenza. E più invecchio più sono intollerante.

Alcuni di questi mi fanno veramente schifo:

  • leccare le dita per girare le pagine
  • non lavarsi le mani DOPO aver usato i servizi igienici (*)
  • non lavarsi le mani dopo aver starnutito o tossito
  • parlare con la bocca piena
  • leccarsi la maglia per pulirla dalla salsa (vedi commento Dioniso)

Altri, messi in atto da un commensale, mi mettono a disagio:

  • leccare il coltello
  • usare lo stuzzicadenti
  • parlare al telefono
  • mettere il tovagliolo al collo
  • soffiarsi il naso
  • appoggiare il cellulare sul tavolo
  • impugnare le posate come un pugnale
  • tenere un braccio sulle gambe (quando si usa, con l’altra mano, solo forchetta o cucchiaio)
  • rumoreggiare dopo aver bevuto bevande gassate (vedi commento Luu)

Altri mi danno fastidio, un insopportabile fastidio:

  • l’odore dell’ammorbidente sui vestiti. Io uso un po’ d’aceto al posto dell’ammorbidente e, oltre a funzionare benissimo, non lascia tracce di profumazioni sgradevoli. (*)
  • gli internet_dipendenti (*)
  • l’invadenza  (*)
  • la voce alta al cellulare in pubblico (vedi commento Pippi)
  • l’ eloquio volgare (vedi commento Pippi)
  • il dare del tu a chi si ritiene inferiore: immigrati, anziani,  (vedi commento Pippi)
  • la “congiuntivite” (vedi commento Pippi)
  • chi ti parla masticando cicca
  • chi ti parla tenendo le mani in tasca
  • chi ti parla senza togliere gli occhiali da sole, a meno che non siano da vista

(*) mi è capitato di ospitare in casa, per alcuni giorni (un’eternità),  una persona che aveva quei comportamenti…. Che liberazione il giorno della sua partenza!

La lista sarebbe molto più lunga…….. Mi rifugio nella musica jazz. Sto ascoltando Chet Baker in My funny Valentine

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26 responses to “Una lista indigesta

  • CescaQB

    Grazie Titti per aver reso pubblica le tue liste, fondiamo un gruppo di auto aiuto per sopportare cere cose…ma più di tutti, ti prego, facciamo una campagna sensibilizzazione per cercare di arrestare il gesto immondo che troppi fanno…il dito leccato x voltar pagina! Non lo sopporto, mi sale lo schifo assassino ogni volta che lo vedo. Il bello è che lo fanno anche persone che definiresti perfettine, a me prende un mancamento ogni volta che vedo questa cosa, sebbene io sia l’Imperfezione in persona : )))

  • giusy

    Mia cara, la tolleranza, la pazienza, il vivere e lasciar vivere sono virtù tra le più eccelse, e col progredire della vita dovremmo imparare a padroneggiarle, anzichè indulgere nelle nostre insofferenze!
    Certe “pecche”, più o meno gravi, sono sempre espressione dello sviluppo spirituale ed energetico di una persona. Più il caso è peggiore, e più (il Buddhismo ci insegna) dovremmo provare compassione per queste anime… è un modo che aiuta a progredire anche noi stessi…
    Certo, difendersi dall’arroganza o violenza, è anche un diritto, su queste cose si può provare a girarci dall’altra parte… che ne dici di chi mette in bocca l’asta degli occhiali? Dovresti farti un giro in India! Ho visto personaggi “d’alto rango” scaccolarsi senza pudore in treno e ripulirsi sui finestrini… questo è niente, il peggio te lo risparmio, o, se preferisci, te lo racconto la prima volta che ci troviamo a tavola assieme! Scherzo, ovviamente… però sappi che lo stuzzicadenti, se usato con discrezione, è accettato anche dal galateo: io per es ho un ponte gigante dove si annidano porzioni intere di cibo e non potrei fare a meno di usarlo… non per questo mi sento una maleducata…

    • Titti

      @CescaQB: la lista sarebbe molto più lunga ma ho evidenziato i fastidi peggiori, per me. Possiamo fare un gruppo di auto aiuto, ci sto!
      Anche un “Gruppo per la liberazione dei nanetti da giardino” o “Gruppo per la liberazione dei babbo natale arrampicatori”. Che dici?
      Quanto all’imperfezione…io non sono seconda a nessuno….

      @Giusy: mi è piaciuta molto la tua riflessione a cui penserò ancora. Mi hai dato un grande spunto e te ne ringrazio. Spero di non aver suscitato, con questo post, un fastidio che non era mia intenzione suscitare. Ma non riesco a non dire quello che penso, non ci sono mai riuscita….
      Quanto agli stuzzicadenti, eh no, non mi trovi concorde. In primis ( e non sono io a dirlo ma i dentisti) fanno malissimo ai denti, secondariamente se uno proprio non può farne a meno, si alza e se ne va in bagno a frullarsi la dentatura perché non esiste gesto discreto (la mano davanti alla bocca) che eviti il fastidio di trovarsi di fronte (ma anche di lato) un commensale che fa igiene dentale. Per non parlare di chi si passa il dito sui denti…….
      Anni fa, a Sanremo, sono stata ospite in un ristorante di lusso e la cosa che notai fu l’assenza degli stuzzicadenti sul tavolo. Andando in bagno, altrettanto di lusso, trovai stuzzicadenti, fazzoletti di carta, crema per le mani.
      Per quanto riguarda gli occhiali, chi si succhia l’asta degli occhiali passa dalla sua bocca alle sue orecchie anche se, non ci avevo pensato, è un gesto altrettanto irritante se poi appoggia gli occhiali sul tavolo.
      Io porto occhiali da vista che non mi tolgo mai se non per andare a dormire, appoggiandoli sul comodino. Ma non mi verrebbe mai in mente di succhiare l’asta. Idem per le penne, le matite, ecc.
      In India mi piacerebbe veramente andare e accetterei la cultura che quel paese offre ed esprime. Come del resto accetto e rispetto tutte le culture del Mondo. Sono e resto schizzinosa ma la curiosità , il piacere del viaggio e il rispetto per le culture travalicano certi fastidi.
      Trovarsi a tavola insieme a te sarebbe un vero piacere e spero che si possa realizzare al più presto!

  • giusy

    E’ bello potersi confrontare con te perchè, da persona intelligente, non prendi mai i pareri contrari copme qualcosa di personale.
    Quella di darmi una ripulitina in bagno non ci avevo mai pensato, la trovo un ottima idea!
    Ah, ho capito, ti schifa l’idea di toccare la sporcizia degli altri; a me quella di togliersi gli occhiali e mettere l’astina in bocca (è la caratteristica di un nostro cliente) la trovo disgustosa di per sè, anche se poi personalmente non tocco niente: mi immagino il retro delle orecchie, all’attacco della capigliatura, come una zona ricca di germi, visto che non tutti si lavano le orecchie ogni giorno! Portarsi alla bocca qc di sporco fa ribrezzo, in effetti.
    Ma da quando ho fatto i miei viaggi in India mi sono accorta di quante cose cose ci schifiamo, in effetti, mentre per altri è cosa comune. L’igiene è buona cosa, l’educazione anche, ma ora apprezzo molto di più le persone che sanno essere sciolte, che sorvolano sopra a piccole cose, che se cade qualcosa in terra riescono a rimetterlo in bocca senza troppi fastidi… aver assistito a tante cose abominevoli mi ha fatto spostare il limite della sopportazione e ricredere su certi atteggiamenti di “perfezionismo”.
    Certo che pranzeremo assieme, prima o poi, e ce ne racconteremo delle belle! Ma non mi pulirò mia i denti con il dito, eh no! C’è ancora qualcuno che lo fa???

    • Titti

      @Giusy: sai che sto ancora pensando a quella bellissima affermazione del tuo precedente commento? Hai messo a nudo la mia fragilità e te ne ringrazio perchè mi hai fatto riflettere.
      “Certe pecche sono espressione di uno sviluppo spirituale ed energetico di una persona” è un’affermazione magnifica, soavemente sentimentale ed espressione di grande sensibilità.
      Sì, mi schifa toccare lo sporco degli altri e l’idea che uno che non si lava le mani dopo aver usato i servizi, lavi l’insalata , prepari una torta, ecc, e poi me la offra, mi fa star male!!
      Pensa che in un noto bar di Milano, situato nel quadrilatero della moda, anni fa, era stato fatto un controllo delle noccioline salate da aperitivo esposte nel contenitore. Pur essendoci il cucchiaino, la gente prendeva le noccioline con le mani. Ebbene, in quelle noccioline sono state trovate tracce di 11 tipi di urina! Di gente che non si lavava le mani (col sapone, fregandole ben bene altrimenti è come non lavarsele)!
      Pulirsi la bocca col dito? Eh sì, c’è chi lo fa…visto coi miei occhi (che disgusto!!)
      Io amo il confronto e soprattutto amo le persone che dicono quello che pensano, quelle che non si “apparecchiano”, le persone dirette!
      Ma non sono così intelligente come pensi…..

  • Dioniso

    Ciao Titti! E che ne dici di quelli che leccano via la salsa appena caduta sulla maglia? Ti mancava la categoria eh? 🙂
    Lo fa quasi tutti i giorni la capa di Zucchero nella mensa aziendale.

  • Dioniso

    Neppure io l’ho mai vista dal vivo. Ma spesso sento Zucchero raccontare aneddoti. Uno degli ultimi: c’erano degli ospiti finlandesi a pranzo, Zucchero ha visto il solito grumo di salsa depositarsi sulla maglia e immediatamente le ha porto un salviettino: ma ahimè troppo tardi.
    E una così hanno avuto il coraggio di promuoverla di recente a capo del gruppo.

  • giusy

    Certo che vivendo in una grande città, costretti alla convivenza con milioni di persone al giorno, cavoli, si diventa schizzinosi anche non volendolo! Sono secoli che non uso il treno, eppure mi ricordo ancora la sensazione “viscida” che mi lasciava addosso, solo il desiderio di cambiar abiti e lavarsi. Figurarsi vivere in un posto dove stai fuori tutto il giorno, frequenti metropolitane, tram ecc. Il cibo preparato senza un minimo d’igiene è roba da denuncia, però. Per il resto, confidiamo nei nostri amici anticorpi!!!!
    Allora, pare che si agisca a seconda del tipo di vibrazione energetica che si mette in atto: se siamo spinti da un tipo di energia grossolana, agiremo pensando al livello animale, ossia sopravvivenza e procreazione. Quindi vediamo la maggiorparte delle persone che si muove per superare gli altri, è assillata dalla paura di perdere il lavoro, la posizione; fa degli sgarbi pur di accedere ad una promozione; pensa solo a farsi bella per essere notata o passa la vita a “caccia” di un partner ecc. Via via che l’energia si fa più sottile saremo persone più amorevoli, comprensive, fiduciose nella pienezza della vita e nei premi che ci possono arrivare, saremo portati a condividere, a donare, saremo mossi solo dal puro amore. Non avremo desideri per cui lottare, consci che la sofferenza viene solo dall’insoddisfazione dei desideri, dalle nostre aspettative non esaudite, consapevoli invece che tutto ciò di cui abbiamo bisogno, se cosa buona e giusta, arriverà senza problema al momento giusto… Tra i due poli si sviluppa tutta una serie di livelli intermedi, con specifiche ben precise, io qui sono stata molto sommaria.
    Chi opera con queste convinzioni vede in una persona “gretta” solo un’anima poco evoluta, e non può che provare compassione per questa, cercando di aiutarla, con la pazienza e con il buon esempio. La compassione buddhista è la vera essenza del termine: con-patire=patire-insieme: ossia, comprendo appieno la tua sofferenza, le tue paure che soggiaciono alle tue azioni, perchè ne provo la pesantezza, perchè realmente soffro con te, capendone appieno il peso. Implica essere per un momento allo stesso piano. La compassione della nostra cultura occidentale invece vede le persone coinvolte su due livelli: mi riconosco superiore, più fortunato di te, quindi ti compatisco, provo pena per te, ti aiuto magari e mi gratifico in questo. Questo implica arroganza, perchè nessuno è superiore, tutti siamo uguali, e da un punto di vista spirituale le chance di ottenere il risveglio alla Vera Realtà, l’ “illuminazione”, è identica in una persona colta come in una povera, ammalata, affamata del terzo mondo… certo, sono argomenti che danno di che pensare.

  • destinazioneestero

    Condivido in pieno tutto il tuo elenco! Be’, forse l’odore dell’ammorbidente non mi infastidisce così tanto…

    • Titti

      @Dioniso: magari la “signora” ha un talento celato per essere stata promossa o, forse, ce l’ha palese. Certo è che è senza stile e a natale suggerisco il regalo ad hoc per lei: un bavaglino!

      @Giusy: diciamo che sono schizzinosa più della media delle persone e certe situazioni le vivo malvolentieri. Delle descrizioni che fai non mi riconosco né nella persona gretta e arrogante né in chi si sente superiore agli altri. Essere infastidita da certi comportamenti/atteggiamenti non significa che giudichi le persone in base a quelli. Posso stimare, apprezzare e trovare interessanti (e migliori di me) persone che usano lo stuzzicadenti o non si lavano le mani o leccano il coltello ma da lì ad accettare i loro comportamenti o non provare schifo è altra cosa. La persona cui mi riferisco nel post si è rivelata una nullità dal punto di vista umano, una persona umanamente grossolana e, quindi, i suoi comportamenti erano lo sfondo ombreggiato del quadro che dà rilievo alla figura ovvero la conferma della sua essenza mediocre.
      Per me lo stile è importante e non trovo sia superficiale esercitarlo. Io amo la diversità che ritengo sia una ricchezza e uno stimolo importante (ho in mente un post su questo argomento) ma alcune regole devono valere per tutti, almeno dove la cultura lo prevede (come nel nostro paese).
      I giapponesi rumoreggiano a tavola e risucchiano il brodo oppure lo bevono direttamente dalla ciotola, comportamenti impensabili da noi anche dal più rozzo dei rozzi. Anch’io in Giappone mi sono adeguata a mangiare in quel modo (senza rumoreggiare) e lo trovavo normale. Mangiavo il sushi (vegano) con le mani o con le bacchette, non con forchetta e coltello. Sulle mani lavate (bene!) dopo l’uso dei servizi…eh no, su quello non transigo. No no, non c’è cultura che tenga…

      @destinazioneestero: forse ho un naso che non accetta l’ammorbidente… 🙂

  • Luu

    🙂 hai dimenticato le persone che emettono forti suoni causati dall’ingestione di bevande gassate e poi si scusano divertite… 🙂

  • giusy

    Immaginavo proprio che fosse la persona specifica nel suo insieme a rendere ancora più insopportabili certi atteggiamenti!
    Gli esempi di comportamento in base all’energia che si ha, non erano riferiti a te, erano esempi generali, ovviamente. Molti di noi si muovono nell’onesta fascia di mezzo, il che è già buona cosa! Volevo sottolineare che ad essere più tolleranti e comprensivi delle debolezze altrui, è un comportamento che eleva lo spirito, e di questo non ce n’è mai abbastanza, visto che, a mio avviso, siamo qui sulla terra per migliorarre noi stessi e il mondo in cui viviamo, per quanto possibile. Poi, se certe cose proprio infastidiscono, che si può fare? Concordo con te che cose tipo non lavarsi le mani dopo la toilette e poi toccare cibi alla portata di tutti (ma anche solo maniglie, o altri oggetti comuni) è vera e propria maleducazione! Anzi, mancanza di rispetto, e chi manca di rispetto non è certo un’anima elevata!
    Sicuramente molto è anche una questione culturale, e quando un atteggiamento è diffusamente accetato risulta più semplice anche per noi capirlo o addirittura applicarlo. Per questo girare il mondo ci apre la mente!

  • fosca sensi (angelica d'agliano)

    più che un commento questo è un saluto e un pensiero d’affetto. mi affaccio con curiosità al tuo blog, che ha qualcosa del giornale di bordo, del diario e del pamphlet.

    ti seguo, cara Titti.
    un abbraccio!

    • Titti

      @Luu: fortunatamente non mi è mai capitato un evento del genere….sarebbe veramente troppo!!! Un abbraccio cara Luu!! 🙂

      @Giusy: sì, infatti, la persona, sgradevole nel complesso, non faceva altro che aumentare il mio fastidio. Lo so che non ti riferivi a me nelle descrizioni ma sono io che vi ho cercato una collocazione, una descrizione in cui riconoscermi.
      Sono d’accordo che la tolleranza eleva lo spirito e rende migliori ma una parte di noi umani è anche fatta di debolezze e quelle che ho elencato sono le mie. Ciò detto, ribadisco che non giudico le persone da un comportamento che, ancorché irritante e censurabile non è e non può essere l’unico elemento di giudizio. E’ vero, lavarsi le mani è questione di rispetto per sé e per gli altri e un modo per evitare moltissime malattie.

      @ Fosca Sensi: benvenutissima! Che piacere immenso trovarti qui!!! E grazie per le belle parole che mi dici! A presto!!!!!

  • Pippi

    Posso arricchire la lista con alcune cose che non sopporto io?
    Parlare a voce alta in pubblico, per esempio al cellulare in treno o in autobus o sulla spiaggia, parlare in modo volgare in pubblico utilizzando molte parolacce (l’ultima volta che l’ho notato ero al pronto soccorso: due infermieri parlavano tra loro di quello s… del capo che non aveva concesso le ferie, e col c… che vengo a lavorare…. il tutto dietro lo sportello del triage), non sopporto i miei colleghi che danno del tu alle persone che intervistano, soprattutto se gli intervistati sono immigrati, non sopporto chi non usa il congiuntivo coi verbi di opinione (penso che, credo che…. è molto bello! AHHHH)… mi fermo qui Titti?
    P.S. quando è il giorno del ringraziamento?

    • Titti

      @Pippi: hai perfettamente ragione e condivido in pieno!!! Detesto anch’io quel tipo di comportamento ma essendo schizzinosa, ero orientata a questioni di igiene. Ora aggiorno la lista! La festa del ringraziamento è oggi. Tra poco esce la ricetta del “tacchino”

  • Pippi

    Sull’igiene sono schizzinosa anche io, per esempio pur amando moltissimo gli animali mi schifo di quei padroni che si fanno leccare la bocca dai loro cani…. beh, mi viene il voltastomaco!

  • Armando

    sono d’accordo con lei praticamente su tutto, pero’ mi aiuti, se dovessi far notare che la lama del coltello non si lecca, potrebbero rispondere: perche’? C’e’ un perche’?

    Cordiali saluti,

    Armando

    • Titti

      @Armando: Benvenuto nel mio salotto virtuale. Gradisci un caffè?
      Se qualcuno dovesse chiederti il motivo per cui non si lecca il coltello puoi rispondere: 1) il suo uso è per tagliare e non per portare il cibo alla bocca (per questo ci sono forchetta e cucchiaio) – 2) è un gesto inelegante 3) per sicurezza 4) leccare il coltello è una caduta di stile come leccare il piatto.
      Ti aspetto ancora!
      Ciaooo 😀

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