Intervista a Nina Zilli

Nell’atmosfera un po’ rarefatta dell’auditorium della FNAC di Milano, Nina Zilli ha tenuto  15 giorni fa, uno show case per il lancio del nuovo CD “L’amore é femmina” che contiene la freschissima performance di Sanremo “Per sempre” .


Quale occasione migliore della ricorrenza dell’8 marzo per pubblicare questa intervista?
Tantissima gente, soprattutto giovani che, rispetto alle atmosfere retrò amate dall’artista, sono una piacevole sorpresa.

In formazione acustica, voce e pianoforte, Nina ci ha regalato momenti molto intensi e ha dato prova di una raffinata potenza vocale. E non é così consueto trovare un tale equilibrio tra potenza e raffinatezza. Molte cantanti moderne, tra le quali anche la vincitrice del festival di Sanremo, confondono la potenza con il volume e il risultato che ottengono é urlare.
Nina Zilli è nome d’arte. Nina in onore della grande Nina Simone e Zilli è il cognome della mamma.

Di te hai detto, in una recente intervista, che sei laureata in “stronzologia”.
Seriamente, sappiamo che sei laureata allo IULM, in Relazioni Pubbliche.
Dacci, quindi, una lettura sociologica di Sanremo.

Sanremo é veramente un’ esperienza fortissima per chiunque. É un vero schiaffo. In un contesto completamente diverso da quello che si vede in TV. É un teatro piccolissimo, un palco microscopico ma queste caratteristiche sono anche il suo punto di forza.
Infatti ti sembra di essere letteralmente immersa nell’orchestra, una sensazione difficile da provare altrove, e il pubblico ti sembra sistemato su di una parete verticale davanti a te.

Il resto é follia pirotecnica. Ti dico solo che per gli artisti ci sono solo cinque camerini, quindi ti lascio immaginare il turbinio di volti, voci e colori. Il vero miracolo é che funziona tutto. Io ho condiviso gli spazi con i Marlene Kuntz e con i Matia Bazar ma in generale tra tutti gli artisti c’era un bel clima di collaborazione.

Anche con le altre ragazze in gara c’é stata un’atmosfera soprattutto di divertimento. Tra tutte mi posso considerare la vincitrice immorale di Sanremo!

Stasera presenti il tuo nuovo disco, prodotto da  Michele  Canova. Cosa ci puoi dire?

É un lavoro bello, a cui tengo molto e la collaborazione con Canova ha prodotto qualcosa di originale e dalla qualità degli arrangiamenti molto elevata.

Pensa che tra i due la vecchia sono io!

Io ho curato in particolare gli arrangiamenti soul e R&B, mentre lui ha aggiunto l’elettronica.

Tra poco comincerà anche il nuovo tour per il nuovo disco. Sei contenta di partire?

Un casino! In tour ci divertiamo tantissimo, suoniamo la melodica e cantiamo i cori alpini. Poi ogni concerto é una festa, anche perché suoniamo in una dimensione che ci fa stare molto vicini al pubblico.

Domanda scontata ma mirata: progetti per il prossimo futuro?

Eh, eh! Lo sapevo… Sí, in TV con Giorgio Panariello. Sembra strano vero? Eppure lui mi ha chiamata, mi ha raccontato del progetto di fare delle serate modello “Studio Uno” o “Canzonissima” e mi ha detto: “Voglio che tu venga a fare Mina per me”.

Dapprima ho capito che dovevo imitare Mina, poi mi ha spiegato meglio il progetto e ho accettato con entusiasmo perché si tratterà di affiancarlo, esattamente come faceva Mina con Walter Chiari, con Celentano o altri artisti di quegli anni. Saranno quattro puntate di lunedì (come Fiorello) su Canale 5 a partire dal 5 marzo. Sarà stupendo, con la grande orchestra di Micalizzi dal vivo. Hai presente? Quello delle colonne sonore dei film degli anni settanta tipo “Milano violenta”… Molto funky!

Perché hai intitolato il disco “L’amore é femmina”? In un clima di politically correct non rischia di passare un messaggio diverso dell’ambivalenza dell’amore?

Ma no! É un gioco. Del resto da Catullo a Ramazzotti d’amore ne parlano solo gli uomini.

Mi piaceva questo gusto un po’ retro della affermazione e poi nel titolo c’é il maschile e il femminile: amore é maschile, femmina é femminile!

Sarà per la pettinatura con cui ti sei presentata a Sanremo, ma molti hanno letto un segno di un tuo omaggio ad Amy Winehouse.

Amy é stata grandissima! Ha puntato il faro su Detroit e Memphis e dobbiamo dirle grazie perché il soul senza di lei non sarebbe esploso.

In realtà, però, cantiamo in modo molto diverso anche se i riferimenti sono comuni: Otis Redding e la Motown.

Una delle canzoni del tuo ultimo album l’ha scritta Carmen Consoli. Chi ha scelto chi?

Non poteva mancare un segno della cantantessa, con cui sono molto amica. É stato facilissimo: le ho mandato via web un provino in inglese e lei lo ha restituito in un batter d’occhio in italiano con un testo originale. Si capisce al volo la differenza tra il suo testo e i miei… Grandissima!

Va di gran moda il duetto. Sanremo ha dedicato una serata ai duetti italiani e una ai duetti stranieri. Con chi ti piacerebbe cantare? Canteresti anche con la Pausini?

Per carità, non sono per ghettizzare la musica! A me va bene reinterpretare qualunque cosa. La Pausini poi ha una voce veramente bella e potente. L’ho vista in uno speciale su SKY dove interpretava standard jazz e blues. Be’ ti posso assicurare che la Pausini che canta jazz é impressionante!

Sei stata scelta dalla giuria speciale per rappresentare l’Italia a Eurovision. Sei contenta?

Sono onorata! Veramente! Non se ne sa molto, ma Eurovision é una manifestazione importantissima in Europa, é seguita da milioni di persone.

Ma il mio sogno resta quello di lavorare in TV con due amici, non posso dirti chi. Ti dico solo due amici musicisti della TV…

Alla fine Nina ci ha regalato due perle, per salutarci: ” Per sempre” e “50mila”.

Grazie Nina e stay soul!

Dedicato a Nina Zilli: Chet Baker in “Almost blue” e un mazzo di mimose della mia terrazza ligure.

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18 responses to “Intervista a Nina Zilli

  • accantoalcamino

    Ciao Titti, passo per un bel buongiorno da donna a donna e passerò a gustarmi l’intervista, ciao.

  • CescaQB

    Grazie per aver condiviso questa bella intervista, ai milanesi invidio tanto la Fnac pressola quale si possono fare moltissimi incontri interessanti! ^_^’

  • vittoria

    adoro nina zilli, troppo brava e bellissima…sono curiosa di sentire la canzoni scritta dalla carmelina consoli 🙂 un altra che mi piace!
    ciao titty

  • dioniso

    se la dovessi rivedere dille che molte delle sue canzoni piacciono molto anche a me 🙂

  • Herbi

    bella questa intervista, traspare la semplicità intesa nella sua accezione positiva di questa artista della quale non ho ancora sentito nulla. Ma mi hai incuriosita, soprattutto con questo stile vintage, e andrò ad ascoltare qualcosa.. tanto per orientarmi, qual è la tua canzone preferita?
    bella la fnac, mi manca molto, ci passavo pomeriggi interi a scegliere le prossime letture!
    un abbraccio bella Titti!

    • Titti

      @accantoalcamino:sei sempre la benvenuta! 😀

      @Cesca: ma la FNAC c’è quasi ovunuque. Da te non c’è? 😀

      @Vittoria: confermo! E’ bravissima, bellissima, simpatica! Ciao Vitto!! 😀

      @Dioniso: hmmm, sarà difficile che la riveda in modo così ravvicinato ma se la fortuna o il caso mi venissero incontro, riferirò! 😉

      @Herby: sì, è un’artista semplice e sofisticata insieme. La mia canzone preferita è “L’uomo che amava le donne” e, a seguire, “per sempre” presentata a Sanremo. La FNAC è un luogo in cui perdi la cognizione del tempo…ci passi le ore senza accorgertene. Un abbraccio a te!!!! 😀

  • Marta NewHorizons

    Grazie per gli auguri che ricambio di cuore e per l’intervista ad un’artista non convenzionale!! 😛

  • Barbara

    molto bella questa intervista Tiziana. Nina Zilli mi è piaciuta da subito, sia per l’intonazione particolare che possiede sia per il modo che ha di comunicarla a chi la ascolta, leggere della sua personalità me la fa piacere anche di più.
    complimenti.

  • accantoalcamino

    Buongiorno 🙂

  • Tiziana Titti

    Ciao Titti.
    Fortissima Nina! Sai qual’è stata la domanda che mi è piaciuta di più? Questa: Tra poco comincerà anche il nuovo tour per il nuovo disco. Sei contenta di partire? Dalla risposta si evince che anche grandi artisti come lei sono umani come noi…entusiasmo allora!

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