Archivi del mese: febbraio 2017

La modestia è pericolosa….

Non mi riferisco alla virtù di chi non si vanta dei propri meriti sottraendosi alle lodi o in chi ha senso della misura, della riservatezza e della sobrietà, caratteristiche che si esercitano nelle azioni e nello stile di vita. Non mi riferisco alla modestia delle persone grandi.

Mi riferisco alla modestia intellettuale, alla povertà e alla miseria  che albergano nella mente di coloro che possono avere anche titoli di studio ma che vivono volando basso, senza stimoli, pigramente, ben inseriti nella massa informe e conformista che si adegua senza guizzi né stimoli. Allineati, inquadrati. Piccoli, insomma. Perché è più facile non pensare e seguire uno schema preconfezionato.

Ecco, questa gente mi fa paura e, ahimè, rappresenta il 90% della popolazione.

Ascoltando Nina Simone in My baby just cares for me

 

 

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Mongolia, terra di nomadi, misteriosa e sperduta….

mongolia-1 mongolia-2

La mia anima è nomade, come i pensieri che scrivo, di getto, currenti calamo. E, aggiungerei, ex abundantia cordis.
Insomma, butto fuori quello che mi passa per la testa, senza troppe riflessioni.
E ora ho in testa un viaggio in Mongolia. É da un bel po’ che ci penso e vorrei che questa idea, questo desiderio si concretizzasse.
Di viaggi in terre poco frequentate ne ho in mente tanti. Resta sempre il sogno di raggiungere l’Isola di Pitcairn. Mi sa che resterà un sogno anche se ogni tanto mi sforzo di immaginarmi su quell’isola sperduta, senza approdi, senza aeroporti, con meno di 50 abitanti, tutti discendenti dagli ammutinati del Bounty.
Ne avevo parlato qui.

La Mongolia è terra di nomadi, popolo generoso e ospitale, terra misteriosa,  dalla natura selvaggia, dagli spazi immensi ma anche ricca di storia e di cultura.
Un grande mondo antico che, al di fuori dalla capitale Ulan Bataar, vive ancora come ai tempi di Gengis Kahn.
Quello che mi affascina è la sensazione di vuoto che evoca in me, di spazio infinito.
Ho bisogno di abbandonarmi a un mondo non superglobalizzato, non occidentalizzato e vittima del consumismo. Affrancarmi, almeno per un po’, da un mondo che ti bombarda di falsi bisogni. E anche se sei forte ogni sollecitazione è un fastidio.

Ho bisogno di riflessione….

L’unica preoccupazione è il cibo. I Mongoli non sono proprio vegani e, ahinoi, nemmeno vegetariani…. A parte la capitale che offre molti ristoranti vegani, tutto il resto è off limits per noi. Dai, non ho paura di tornare in Italia più magra,  mettiamola così.
E ora, ascoltando queste note struggenti, penso a organizzare il viaggio.
Un bel regalo per i nostri 25 anni di matrimonio.

Se qualcuno ci è stato saranno apprezzatissime le indicazioni.

 

 

 

 

 

 

 


25 anni di complicità….

Sono trascorsi 25 anni da quel 7 febbraio 1992. Ricordo che era un venerdì e, quando scegliemmo la data, non mi sfiorò nemmeno da lontano il pensiero del vecchio proverbio”né di marte né di venere ci si sposa né si parte e non si dà inizio all’arte”.
Non mi sfiorò perché non ero/sono superstiziosa sia perché andare controcorrente l’ho sempre ritenuto  stimolante e di buon auspicio.
E poi, come si fa a pensare che nel giorno della Dea dell’Amore, Venere, le cose non potessero andare bene?

E così è stato.
Venticinque anni intensi, vissuti a volte lentamente a volte di corsa ma mai banali o scontati. Venticinque anni sempre ricchi e densi  di emozioni forti e di progetti impegnativi, realizzati sempre insieme, mano nella mano, con complicità, con solidale partecipazione.

Ci siamo anche arrabbiati, io più di te, perché sono impulsiva e spesso vòlta agli eccessi contrari e non ammetto vie di mezzo né sono conciliante ma hai sempre aspettato, con tenera indulgenza, che il mio quarto d’ora di burrasca passasse e tornasse il sereno.
Abbiamo vissuto momenti drammatici e dolorosi. Ma sempre superati insieme.

Abbiamo realizzato sogni, viaggi in luoghi sconosciuti e lontani, abbiamo studiato intensamente, ci siamo divertiti un sacco. Abbiamo adottato la nostra piccola Joy.

Ma il viaggio più bello è quello che realizzo con te ogni giorno, ogni ora, ogni minuto.
Quando non sei in casa mi manchi e non vedo l’ora che torni.
Ogni tuo ritorno, anche dopo poche ore è una festa.

Sei tutto per me. Sei un tatuaggio indelebile, sei sotto la mia pelle.
I’ve got you under my skin

Con amore

Titti