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Cappuccino muffin

Muffin

Ed ecco una ricetta, finalmente. Era davvero ora, vero?.
Me l’ha richiesta un’amica – la cara Alessandra –  e, lì per lì, pensavo di mandargliela via email.
Poi ho pensato che mi sarebbe piaciuto condividerla ed eccola qui.
E’ uno dei tipi di muffin più apprezzati tra quelli che sforno al B&B ed è quello che piace di più anche a Seb e a me.
La ricetta è tratta dal libro “Hearty vegan meals for monster appetites” di Celine Steen e Joni Marie Newman.
I libri americani di ricette sono in assoluto i migliori: per precisione nelle quantità, per l’elenco degli ingredienti che rispetta la sequenza nell’utilizzo, per descrizione del procedimento.

INGREDIENTI:
2/3 cup (160 ml) latte vegetale – io uso latte di riso
1/4 cup /60 ml) olio vegetale  – io uso semi di mais o girasole
1/2 cup (120 gr) yogurt di soia bianco
2 teaspoon (10 ml) aceto di mele
1/2 cup (88 gr) gocce di cioccolato fondente
1/2 cup polvere di cacao amaro, non zuccherato
1 cup (200 gr) zucchero di canna – io ne metto un po’ meno
2 tablespoons (6 gr) caffè istantaneo solubile
1/2 teaspoon sale
2 cups (250 gr) farina – io uso farina semintegrale
2 teaspoons (9 gr) lievito per dolci
2 teaspoons (9 gr) bicarbonato di sodio
zucchero a velo per decorare

PROCEDIMENTO:
Riscaldare il forno a 180°.
Disporre i pirottini di carta, precedentemente oliati,  nella teglia da muffin.

In una ciotola capiente versare il latte, lo yogurt, l’aceto, le gocce di cioccolato, il cacao in polvere, lo zucchero, la polvere di  caffè solubile e il sale.

In un’altra ciotola disporre la farina, il lievito, il bicarbonato.
Unire gli ingredienti secchi  a quelli umidi e mescolare bene l’impasto.

Disporre l’impasto nei pirottini.

Cuocere una ventina di minuti o fino a che, facendo la prova dello stuzzicadenti, questo non esce pulito.
Decorare con zucchero a velo.

Sono deliziosi con una bella cioccolata calda o un cappuccino, ascoltando  il sax di Sonny Rollins in live in Japan Falling in love with love.


Uova? No grazie!! Però…………

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La congiuntura sfavorevole fa aguzzare l’ingegno e la creatività. E’ il caso di dirlo.
Mi serviva un supporto per appoggiare il portatile sulle gambe evitando di surriscaldarle.
Giorni fa ho notato, passandogli davanti, che il ristoratore vicino a casa mia buttava dei vassoi portauova.
Vedendoli ho pensato che avrebbero fatto al mio caso.
Gliene ho chiesto uno e l’ho portato a casa.
L’ho dipinto con acrilico nero e abbellito con un vecchio e inutilizzato nastro di pizzo e con dei lustrini.
Un cartone, foderato con un pezzo di vecchi e inutilizzati jeans ha fatto da base.
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E ora un grande del Jazz, Billy Cobham in Take Seven


Pane alla frutta secca

pane ai fichi

Questa è una ricetta nata come esperimento che, dai risultati, mi pare ben riuscito. Me l’ha suggerita la sensazione autunnale di questi giorni.
Si tratta di un pane con la frutta secca, ideale da consumare a colazione. Con il mio nuovo lavoro di locandiera, infatti, cerco sempre di inventare nuove ricette anche perché, se realizzassi sempre le stesse, mi annoierei a morte.

Ingredienti:
100 grammi di pasta madre rinfrescata il giorno prima
1 litro d’acqua
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di zucchero
farina di segale integrale bio (*)
400 grammi fichi secchi
100 grammi albicocche secche
100 grammi gherigli di noci
(*) non ho indicato la quantità di farina perché la aggiungo finchè l’impasto diventa compatto ( resta sempre un po’ appiccicoso)

Procedimento:
Versare in un recipiente la pasta madre, l’acqua, il sale e lo zucchero e fare sciogliere bene tutti gli ingredienti.
Aggiungere, poco per volta, la farina e mescolare  fino ad amalgamarla bene.
Nel frattempo frantumare grossolanamente la frutta secca con un mixer e aggiungerla all’impasto.
Impastare bene con le mani in modo da distribuire uniformemente la frutta secca.
Ungere e infarinare due o tre (dipende dalla grandezza) forme da plumcake e versarvi il composto coprendo tre quarti della capienza del recipiente.
Mettere in forno (spento) a lievitare per almeno 4 ore.
Accendere, successivamente, il forno e cuocere da 50′ a 1 ora, a 180 gradi.
Far raffreddare, rimuovere dal recipiente  e servire.

pane ai fichi2

Ascoltando il sax di Julian “Cannonball” Adderly in Autumn leaves


Prove tecniche di breakfast (buffet salato)

Ed eccomi con la parte salata del buffet che intenderei preparare per il mio B&B vegan.
La parte dolce è descritta in questo post:
Innanzitutto ringrazio tutti coloro che mi hanno dato  i suggerimenti necessari per  creare un’offerta più ampia del buffet non limitandomi solo a prodotti dolci.
E ringrazio Pippi e Andrea (ne ho parlato qui)  che oggi sono venuti a trovarmi a Milano prestandosi a fare da cavie a tutte le preparazioni esposte e accettando di consumare la cena come se fosse stata una colazione……
Qui sotto due  foto d’insieme del buffet salato.

Qui sotto la zona formaggi (tutti autoprodotti): in primo piano la ricotta, a destra il caprino (ricetta qui), a sinistra il Monterey Jack (ricetta tratta da una delle mie bibbie: The Ultimate Uncheese Cookbook di Jo Stepaniak)


Qui sotto i cherry  cranberry sage sausages (autoprodotti) – Ricetta tratta da un’altra bibbia: Vegan brunch di Isa Chandra Moskowitz


Tofu (autoprodotto) strapazzato

Pane (autoprodotto) ai semi di lino e papavero. Con la pasta madre che oggi mi ha portato in dono Pippi (e che pare sia tramandata dal 1800) il pane sarà più buono.

I cracker – autoprodotti –  all’okara e farina di grano saraceno (ai sapori di paprika, curry e lisci)

Ascoltando il grande Michel Petrucciani in Caravan


MayoVEG light

Ingredienti:
250 gr Yogurt bianco di soia  (filtrato per 6-8 ore )
succo di limone (un cucchiaio)
senape (un cucchiaio colmo)
olio evo (1 cucchiaino) – facoltativo
un pizzico di sale

Procedimento:
Filtrare lo yogurt servendosi di un colino rivestito da una garza fitta o utilizzare un colino già predisposto come quello della foto (che è un’americanata utilissima).


Lasciarlo scolare 6-8 ore in frigo, coperto con una stagnola

Togliere lo yogurt rappreso e metterlo in una ciotola in cui si aggiungono gli altri ingredienti (senape, succo di limone, olio, sale). Mescolare bene e servire.

Utilizzare come una normale maionese, anche come base per salse in cui è necessaria la maionese.

Anche con le verdure crude, tipo pinzimonio, è ottima.  Ma anche con le verdure cotte o con il seitan affettato per fare dei panini o tramezzini.

Ascoltando Charlie Parker in “Tico Tico


Raw pizza

La prima volta l’ho mangiata alle Hawaii, l’anno scorso, da Whole Food. E’ stato amore a prima vista e, da allora, mi sono data da fare per cercare le indicazioni dei vari passaggi anche perché gli ingredienti erano visibili sulla confezione. Il web mi è venuto incontro e il risultato è stato decisamente positivo.
Premetto che è laboriosa ma ne vale la pena!

Ingredienti per 2 basi da 20 cm l’una:
1/2 cup di farina di semi di lino
1 cup di mandorle tritate finissime (tipo farina)
1 cup di semi di girasole tritati finissimi (tipo farina)
1 cucchiaio evo
1 cucchiaio basilico secco
1 spicchio d’aglio tritato
1 presa di sale
2 cucchiai malto
1/4 cup di acqua

Ingredienti per la salsa di pomodoro:
4 pomodori Roma tritati
1/2 cup di pomodori disidratati (lasciati in ammollo per due ore in un po’ d’acqua –  tenere l’acqua)
1 e 1/2 cucchiaino di basilico secco
1/2 cucchiaino di origano secco
1/2 cucchiaino di timo secco
1 spicchio d’aglio tritato
1 e 1/2 dattero snocciolato
1/2 cucchiaio di succo di limone

Ingredienti per il “formaggio”:
1/2 cup mandorle pelate (lasciate a bagno 8 ore)
1/4 cup anacardi
1/2 cucchiaio di sale
1 spicchio di aglio

Procedimento per le basi:
Inserire acqua, malto,  sale, basilico e olio in un mixer.  Frullare tutto e lasciare da parte.
In una capiente insalatiera mescolare le farine di lino,  mandorle e girasole.

impastando con le mani e aggiungendo la parte liquida, frullata precedentemente, fino a ottenere una palla.

Se necessario aggiungere un po’ d’acqua.
Dividere l’impasto così ottenuto in due parti uguali.

Schiacciare ciascuna palla su un foglio di carta forno modellandola  a forma di  cerchio (circa 4 mm di spessore) lasciando i bordi leggermente più spessi.

Mettere ciascuna base nell’essiccatore o, come ho fatto io, nel forno non ventilato a 40°C per 10 ore.
Successivamente rimuovere il foglio di carta forno e continuare l’essiccazione, alla stessa temperatura, per altre 10 ore.
Lasciare le basi nel forno (o nell’essiccatore) fino al momento della farcitura.

Procedimento per la salsa di pomodoro:
Mettere tutto nel mixer, aggiungere l’acqua di ammollo dei pomodori secchi e frullare grossolanamente. Lasciare da parte.

Procedimento per il “formaggio”:
Mescolare tutti gli ingredienti fino ad ottenere un impasto morbido e cremoso. Aggiungere un po’ di sale, se necessario.

Mettere la crema in un recipiente di vetro e coprire con uno straccio pulito. Lasciare a temperatura ambiente per 6 ore.
E ora è giunto il momento di coprire le basi con la salsa e il “formaggio”.

Si può spolverare di origano, se è gradito.

Ascoltando Art Blakey in “Ya Ya“.


Formaggio Colby vegan


Deve il nome alla cittadina di Colby, stato del Wisconsin, dove è stato creato nella seconda metà del XIX secolo.  La ricetta l’ho realizzata seguendo le indicazioni del libro “The ultimate Uncheese cookbook” di Jo Stepaniak. Nel libro la ricetta è intitolata “Colby cheez”.

Ingredienti:
1 1/2 cups acqua
5 Tablespoons fiocchi di agar agar (oppure 1 1/2  Tablespoon di agar  agar in polvere)
1/2 cup di anacardi crudi sminuzzati (oppure noci del Brasile senza pelle)
1/4 cup lievito alimentare
3 Tablespoons succo di limone
2 teaspoons cipolla in polvere
1/4 teaspoon sale
1/4 teaspoon aglio in polvere
1/4 teaspoon senape in polvere
2 teaspoons paprika (oppure 2 Tablespoon concentrato di pomodoro oppure  1/2 cup di carote cotte sminuzzate)

Procedimento:
Ungere leggermente un recipiente di plastica della capienza di 3 cups e metterlo da parte.
Sciogliere l’agar agar nell’acqua e far bollire qualche minuto.
Trasferire il liquido nel robot e aggiungervi tutti gli altri ingredienti.
Frullare alcuni minuti fino a rendere cremoso l’impasto.
Riempire il recipiente di plastica, messo precedentemente da parte, con la crema.
Quando il composto sì è raffreddato, coprirlo e metterlo in  frigo per alcune ore.
Tenere sempre coperto dopo ogni utilizzo. Si conserva, in frigo, per 5-7 giorni.

E’ ottimo per farcire tramezzini o per preparare snack. La consistenza è compatta ma morbida.
Ascoltando Diana Krall in “Just the way you are