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Riflessioni spicciole

 

Immagine dal web

Immagine dal web

Giorni fa, passeggiando con la Joy, nel magnifico parco di fronte a casa mia (che aiuta a raccogliere i pensieri e le idee) riflettevo sul fastidio che mi provoca un certo utilizzo dei quattrini.
Posto che ognuno dei propri quattrini fa ciò che vuole, mi sono immaginata un elenco di spese urtanti che esorterei a evitare.

Di converso, pensavo alla lista contraria, quella virtuosa, quella da non evitare.
Quindi, semaforo ROSSO per la lista da evitare e semaforo VERDE per quella da caldeggiare.
L’ordine è casuale.

SEMAFORO ROSSO al denaro mal speso per:
1) crociere
2) villaggi turistici
3) sigarette e droghe
4) superalcolici
5) ristoranti banali
6) autovetture status symbol
7) multe
8) palestra
9) abbigliamento firmato
10) circo
11) acquisto animali
12) cibo spazzatura
13) profumi
14) fiori recisi
15) schermi TV esagerati

SEMAFORO VERDE al denaro ben speso per:

1) viaggi
2) libri e CD
3) spettacoli (concerti, cinema, teatro)
4) formazione
5) visite a musei, mostre
6) adozioni
7) volontariato e beneficenza
8) cibo di qualità
9) hobby
10) attrezzi da cucina per autoprodurre

 

La lista può allungarsi. Attendo contributi! 🙂

 

E ora ascolto un GRANDE STREPITOSISSIMO Dave Matthews dal vivo @Gorge 2011 in Big eyed fish

PS: Per la musica di DMB (Dave Matthews Band) i soldi sono spesi bene, anzi benissimo!!   🙂

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Salve, piacere….un attimino

Mentre ascolto, dal Mac, McCoy Tyner  in “Impressions“, e i polpastrelli volano nervosamente sulla tastiera, sto pensando di creare due nuove categorie: i  Bocciati e i Promossi.
Inserendo modi di dire, comportamenti, situazioni, parole, abitudini, esperienze, modi di scrivere, gesti, errori.
Partendo dalla categoria invisa, quella dei  bocciati, forse perchè in questo periodo non le sento, penso ad alcune espressioni comunemente usate  che paragono, nell’abbigliamento, al modo di vestirsi di questo signore di una cinquantina d’anni, fotografato ieri al Chelsea Market.
E’ chiaro che ci si veste come si vuole  e si usano le espressioni o le parole che più ci sono familiari ma, lasciatemi sfogare: non le sopporto.

Cominciamo da “Salve!” – E’  una parola latina che deriva Salvere, star sano. Era usata dai latini sia come saluto di benvenuto sia di commiato.
Oggi viene usata per sgattaiolare dall’incertezza relativa al modo di porsi con l’interlocutore : confidenziale? deferente?
E a me non piace questa incertezza. Perché presuppone distacco, disinteresse, scarsa partecipazione. E quindi, o dico “Ciao” o” Buongiorno, buonasera”.

Piacere, Mario Rossi!  No no, non ci siamo. Mentre si stringe la mano (bella stretta, non una roba informe e molliccia, ma senza frantumare le falangi) si dice il proprio nome senza farlo precedere da altro, tanto meno da titoli accademici od onorifici.

Altre espressioni o parole (ma la lista sarebbe lunghissima) che proprio mi stanno indigeste, rendendomi irritante chi le pronuncia, sono:
attimino, piuttosto che, quant’altro, assolutamente sì, assolutamente no, a prescindere, portare avanti, contattare, a tappeto, come dire, buon appetito.

La lista, come dicevo,  sarebbe lunghissima e andrebbe ad aggiungersi a quella dei comportamenti  (a tavola, al cinema, per strada, in macchina, sui mezzi pubblici).
So di rendermi antipatica ma  qualche fastidio  è normale, credo. E  mi sono sfogata.
E voi, cosa non sopportate?

1 – Continua