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Sono una vegana intollerante!

Dunque, ricapitolando…..

“Ma io mangio pochissima carne”

“Io sono un onnivoro convinto e rispetto i vegani. Pretendo lo stesso rispetto”

“Non sopporto i vegani che  mi guardano nel piatto e mi accusano di essere un assassino”

“Non sopporto i vegani integralisti”

“Non sopporto i vegani violenti”

E la lista delle frasi banali, conformiste, insopportabilmente becere, potrebbe continuare.

Io, invece, non ne posso più di chi sputa queste sentenze mentre, nel frattempo, gli animali continuano a crepare, a soffrire, a condurre una vita non dignitosa,  oltre che ridotta rispetto alla loro speranza di vita. Non ne posso più di questi idioti che si fissano sui vegani intolleranti, sui vegani talebani, sui vegani violenti e, per ripicca verso la “categoria”, continuano a nutrirsi di morte anziché focalizzarsi sul reale problema. Sulla distruzione del pianeta, sul dolore inutile e intenso che provocano a delle creature indifese.

No, non sono tollerante. Non uso violenza né verbale né tantomeno fisica, non punto il dito e non auguro la morte a nessuno.

Mi limito a fare la mia parte. Continuerò a essere vegana etica e – a volte in silenzio che, spesso, é più eloquente delle parole –  privare di ogni stima chi  alimenta la crudeltà anche in una sola forma: mangiando animali e derivati, vestendosi con prodotti animali, andando al circo, allo zoo, nei delfinari, negli acquari e/o portarci i bambini.

Perché non ci sono più scuse e gli animali non possono aspettare ancora.

 

Ascoltando Nina Simone in My way 

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Lo stomaco nella testa….

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Non so se succede solo a me o se sono particolarmente vulnerabile al tema per…..deformazione professionale ma il fenomeno è davvero dilagante e  inquietante e, direi, inarrestabile.
Mi riferisco al numero esponenziale di persone che vivono il cibo come un’ossessione, un elemento da cui difendersi, da selezionare, da valutare. E mi riferisco solo ai vegani salutisti che sono assolutisti.
No zucchero, no glutine, no  olio, no solanacee, no noci, no farro, no pesche, no soia, no questo, no quello ma potrei continuare all’infinito aggiungendo all’elenco ulteriori ingredienti per le intolleranze (vere o presunte) o le teorie più bislacche.
Per dirla con il Sommo Poeta nascono nuovi tormenti e nuovi tormentati e, guarda caso,  siamo proprio nel terzo cerchio dove vengono puniti i golosi

Insomma, questo fanatismo salutista lo trovo insopportabile oltre che psicologicamente dannoso e tossico. Ma perché questa visione egocentrica?

Ma non si può avere con il cibo il giusto equilibrio, una sana leggerezza pur avendo cura della propria salute?

Da vegana etica faccio veramente fatica a calarmi nella testa di un vegano salutista,  travolto da una malsana spirale ossessiva.
Una mia cara amica vegana mi diceva, giorni fa, che è meglio essere ossessionati dal cibo (in funzione della salute)  e vivi piuttosto che noncuranti della salute e defunti.

Certo, meglio essere vivi che morti ma ancor meglio sarebbe essere vivi ed equilibrati e avere con il cibo un approccio meno maniacale, ossessivo, opprimente e morboso ma più critico e con un adeguato distacco.

Un approccio più equilibrato e critico con il cibo consentirebbe a questi rigidi-maniaci-della salute  di vivere le proprie relazioni e gli incontri conviviali in modo più sano.

 

Ho impulsi di ribellione verso i vegani salutisti, gli intolleranti, i vegani modaioli, i seguaci del guru, del nutrizionista di successo.

Mi ribello alle teorie apparentemente miracolose e salvavita che, nel giro di pochi anni vengono sconfessate da altre teorie che a loro volta verranno confutate e così all’infinito.

Teorie a favore, teorie contro. Non se ne può più.

David Bowie – Rebel Rebel è il pezzo che ci vuole…

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Nel segreto di un silenzio…

E’ da un po’ che non mi isolo in questa stanza, che non scrivo. L’occasione me l’ha data la chiassosa e populista piazza di FB intorno al caso Vendola e alla maternità surrogata.
Questa accanita crociata dei pro e dei contro mi ha disgustata e mi ha fatto sentire un gran bisogno di silenzio, di una pausa, di un allontanamento.
Giorni e giorni che la gente non pensa ad altro e non pubblica altro e son sempre gli stessi, (ma non hanno un lavoro, una famiglia, degli interessi, desiderio di oziare o  il loro mondo è limitato a sputare sentenze cercando visibilità su FB perché nessun altro li ascolterebbe?)-
Mai visto tanto accanimento, tanta incontinenza verbale su un unico tema…. Pubblicazione di link, di video, di articoli, di post, di like messi a vanvera, di commenti volgari, di parolacce, di confronti senza capo né coda e  chi più ne ha più ne metta.
Non è importante sapere come la pensi rispetto all’utero in affitto ma voglio soddisfare i curiosi.
Sono contraria, ritengo sia una mercificazione del corpo umano, ha un costo emotivo altissimo, è puro business (per le cliniche e per i medici in primis), non dignitosa per il neonato, è sempre un enigma, una rivoluzione antropologica. La penso come il filosofo Massimo Cacciari, uomo laico, di sinistra, di innegabile cultura.

Da Wikipedia: Richiesta dell’abolizione universale della surrogazione di maternità
Nel febbraio del 2016 si è tenuto a Parigi un convegno per l’abolizione universale della surrogazione di maternità organizzato dalle associazioni femministe francesi e patrocinato dal parlamento transalpino, al quale hanno aderito ricercatrici, giuriste, medici, attiviste e attivisti per i diritti umani di tutto il mondo .[17] A conclusione dei lavori dell’assemblea è stata formulata la richiesta formale perché la pratica della maternità surrogata venga proibita e resa illegale in tutto il mondo [18] in quanto ritenuta “disumanizzante” e contraria alla dignità e ai diritti delle donne e dei neonati [19]
Non aggiungo altro, ho bisogno di silenzio, di musica e di un viaggio (preferibilmente a New York).

Ascoltando Aretha Franklin – Respect

 


Difetti insopportabili e inaccettabili…..

invadente

 

Sarò breve…..

Due categorie di difetti non riesco a sopportare nelle persone e, di conseguenza gli umani che  ne sono afflitti (o, meglio, che affliggono): la menzogna e l’invadenza.
Mi sento di sottolineare, senza timore die essere smentita che, pur avendo una miriade di difetti, anche pesanti da sopportare (ne sanno qualcosa i miei cari e mio marito in particolare….ma anche gli amici più stretti o chi ha avuto a che fare con me), non sono né bugiarda né invadente.

Sui miei difetti indugerò in un prossimo post. E’ necessaria una lunga trattazione…..  😉

Alle persone sincere che, pur consapevoli di palesare una debolezza o una mancanza, non sanno mentire; alle persone discrete, rispettose dei tuoi tempi, dei tuoi spazi, delle tue abitudini, delle tue manie, che sanno intuire quando è il momento di avvicinarsi e quando è il momento di allontanarsi perdòno tutto (o, almeno, ci provo e mi impegno).

Intendiamoci, non è che sia una santa…. Altre caratteristiche umane mi sono insopportabili ma riesco a essere più tollerante verso quelle  e, anche se non a giustificare, tendo a dare una spiegazione al loro manifestarsi nonostante mi facciano infuriare. Vedi i razzisti, i saputelli, i presuntuosi, gli arroganti, i maleducati, i raccomandati, i leccaculo, i portaborse, gli opportunisti, gli avari, ecc. ecc.

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Sono stata breve, come promesso. E ora ascolto Stan Getz, grandissimo sassofonista di Philadelphia, morto a Malibu a 64 anni,  in These foolish things…

 


Un supermercato aperto 24 ore? Scandaloso…. Anzi no!!

 

carrello

La notizia: un supermercato a Torino osserverà l’apertura  24 ore.
A Milano, da un paio di anni, sempre la stessa catena di grande distribuzione (Carrefour) osserva l’apertura  24 ore di  un proprio punto vendita.
Il solito provincialismo conservatore tutto italiano,   – e della peggior specie –  si scatena nelle più patetiche contestazioni su questa iniziativa.

Ho letto ogni tipo di osservazione e, se non fosse che certe critiche mi hanno fatto ridere (e ridere fa bene alla salute), ci sarebbe davvero da piangere nel leggere certi commenti.
Cito a memoria “siamo considerati polli da batteria” e ancora (questa è la più bella 😀  ) “ci considerano involucri da riempire” per finire con  il solito logoro  luogo comune “siamo alla frutta“.

Un supermercato (uno, non 20!) aperto 24 ore è un servizio, non un capriccio e non sarà quello che farà impennare i profitti della Carrefour.
Chi afferma che veniamo considerati polli da batteria o involucri da riempire solo perché un supermercato resta aperto giorno e notte è perché si sente tale.
Non mi sento un pollo da batteria né un involucro da riempire solo perché ho la possibilità, consapevole, di fare acquisti a mezzanotte o alle 7 di mattina.
Si tratta di un servizio come quelli che offrono – né più né meno –  le stazioni di benzina, i tassisti, i baristi degli autogrill, i ferrovieri, i piloti di aerei, il personale degli aeroporti, gli infermieri, i panettieri, il personale degli alberghi, e la lista è molto più lunga.
Vorrei vederli, questi moralisti, restare senza benzina in autostrada o cercare un taxi alle due di notte o andare in un albergo, dopo un lungo viaggio, e non trovare nessuno alla reception.

L’America  – che è notoriamente più avanti di noi (ha la democrazia più lunga del mondo, più di 200 anni!) – ha nelle città alcuni supermercati aperti 24 ore, non tutti.  E i critici di questa iniziativa italiana vedono l’America come il male assoluto. E in America è nata la più bella musica del mondo, il Jazz. Questo non c’entra con il post ma mi andava di dirlo!
E ora mi ascolto Uno strepitoso Charlie Parker in Now’s the time, alla faccia dei conservatori!

 


Riflessioni spicciole

 

Immagine dal web

Immagine dal web

Giorni fa, passeggiando con la Joy, nel magnifico parco di fronte a casa mia (che aiuta a raccogliere i pensieri e le idee) riflettevo sul fastidio che mi provoca un certo utilizzo dei quattrini.
Posto che ognuno dei propri quattrini fa ciò che vuole, mi sono immaginata un elenco di spese urtanti che esorterei a evitare.

Di converso, pensavo alla lista contraria, quella virtuosa, quella da non evitare.
Quindi, semaforo ROSSO per la lista da evitare e semaforo VERDE per quella da caldeggiare.
L’ordine è casuale.

SEMAFORO ROSSO al denaro mal speso per:
1) crociere
2) villaggi turistici
3) sigarette e droghe
4) superalcolici
5) ristoranti banali
6) autovetture status symbol
7) multe
8) palestra
9) abbigliamento firmato
10) circo
11) acquisto animali
12) cibo spazzatura
13) profumi
14) fiori recisi
15) schermi TV esagerati

SEMAFORO VERDE al denaro ben speso per:

1) viaggi
2) libri e CD
3) spettacoli (concerti, cinema, teatro)
4) formazione
5) visite a musei, mostre
6) adozioni
7) volontariato e beneficenza
8) cibo di qualità
9) hobby
10) attrezzi da cucina per autoprodurre

 

La lista può allungarsi. Attendo contributi! 🙂

 

E ora ascolto un GRANDE STREPITOSISSIMO Dave Matthews dal vivo @Gorge 2011 in Big eyed fish

PS: Per la musica di DMB (Dave Matthews Band) i soldi sono spesi bene, anzi benissimo!!   🙂


Evviva LIDL!

LIDL

 

Bisogna proprio uscire dai confini del Bel Paese, anche se solo indirettamente, diciamo,   per toccare con mano l’attenzione al cliente o, per dirla in modo più internazionale, il customer care.
Due casi. Il primo riguarda l’acquisto di un apparecchio per fare i waffle (Marca Silver Crest) che, dopo  mesi di perfetto funzionamento, un bel dì, pur utilizzando gli stessi impasti e le stesse modalità di utilizzo (secondo istruzioni), mi ha tradita trasformando i waffle in poltiglia immangiabile e impresentabile.

L’altro caso, proprio di questi giorni, riguarda un rasoio (Marca Remington) acquistato da mio marito qualche mese fa, in un Lidl. Anche il rasoio, dopo alcune settimane di utilizzo, sempre secondo istruzioni,  si è rotto.

In entrambi i casi, è stata inviata un’email all’azienda che, dopo le dovute opportune verifiche (invio scontrino, descrizione del guasto, tempi garanzia) ha inviato nuovi apparecchi.

Lidl/Silver Crest sono marchi tedeschi, Remington (sempre attraverso Lidl) è americana.  Sarà un caso?

L’unico neo  è la scortesia di alcuni cassieri/operatori dei negozi Lidl di Milano. Sarà la vita di città?
Fortunatamente, questa maleducazione è statisticamente compensata  dalla squisita gentilezza, disponibilità e professionalità degli operatori dei negozi Lidl di Riva del Garda e di Arco. Sarà l’aria del lago di Garda?

E ora il Trio Ravi Coltrane, Jack DeJohnette e Matt Garrison (che domani sono al Blue Note di Milano….)