Siamo asini nell’inglese (e non solo) ma……

 

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E’ vero, noi italiani siamo tra gli ultimi nella classifica della conoscenza dell’inglese e anche con altre lingue non andiamo meglio.
E – oltretutto – non siamo come i francesi che hanno una spiccata avversione verso la lingua inglese.
Chi non ricorda il Grande Francois Mitterand che disse, infastidito,  a una giornalista ” Tout le monde dit OK, sauf Francois Mitterand”  E la sua interlocutrice – un’idiota – gli risponde “OK, Monsieur le Président!” facendolo indispettire.  Qui il video, dura solo 25 secondi.

Al contrario, probabilmente per un’incoercibile tensione esterofila, anzi anglofila, ci pavoneggiamo con improbabili frasi cadendo  nel ridicolo.
Quello che mi fa inorridire non sono tanto gli italiani che farfugliano o scrivono strafalcioni in varie lingue, inglese in primis, ma gli italiani – parlo di quelli con studi dalle superiori in su – che bistrattano la nostra magnifica lingua.
Chi confonde gli apostrofi con gli accenti (scrivono un anziché un po’).
Chi omette gli accenti o li butta a casaccio dove non vanno (scrivono quì anziché qui, oppure la – inteso come avverbio di luogo –  anziché , oppure  o va’ – inteso come terza persona sing. indicativo di andare – invece di va, idem per fa o fa’ anziché  fa, ecc. ecc.). Va’ e fa’ non sono errori se intesi come troncamento di vai o fai (seconda persona dell’imperativo del verbo andare o fare).
La lista è, ovviamente, parziale. Ma sarebbe lunghissima……
Quindi, peccato veniale sbagliare le parole inglesi (a meno che non si sia docenti di lingua inglese!!).
Gravissimo è fare errori grammaticali o di sintassi.
Ecco, chi giudica male noi italiani in fatto di lingue, dovrebbe chiedersi se la propria lingua la conosce bene.
Ciò detto, invidio i bilingui perfetti.
Dedico ai bilingui perfetti un magnifico Stefano Bollani (che stasera è al Blue Note di Milano) in un Jazz piano solo.

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4 responses to “Siamo asini nell’inglese (e non solo) ma……

  • Moky in AZ

    Hai ragione, Titti.
    Pero’ (uso l’accento perché ho la tastiera americana… 🙂 ) quando un italiano usa l’inglese per comunicare verbalmente/per iscritto con altri italiani e sbaglia clamorosamente (come i geni che hanno inventato il termine “jobs act”, che non vuol dire niente in inglese >> semmai, dovrebbe essere “job act”), secondo me commette più che un peccato veniale. Perché non necessario. Forse non e’ peccato mortale, ma siccome avrebbero potuto stare zitti, o usare la propria lingua, sono pateticamente ridicoli, e peccatori. E come tale, vanno richiamati e ripresi, secondo me.
    Poi certo, uno la propria lingua la dovrebbe parlare/scrivere decentemente, ma penso che su questo punto tutti i paesi offrano esempi da strapparsi i capelli e piangere!!

    • Titti

      Ciao Monica! Io orripilo quando vedo italiani che scrivono strafalcioni in italiano. Lo so che, spesso, dipende dalle tastiere. Ricordo il mio imbarazzo, quando ero in Giappone, a scrivere con la tastiera dell’albergo. Le vocali non erano accentate e mi infastidiva usare l’apostrofo al posto dell’accento appunto perché è un errore…
      Ma ci sono italiani che hanno tastiere italiane……. 😀
      Non so chi si sia inventato Jobs Act, credo Renzi. Poteva usare espressioni italiane oppure latine. Ricordo la “Minimum tax” di qualche anno fa. Oltretutto non ho ancora capito che cavolo sia questa Jobs Act. Credo intenda lo “statuto dei lavori”. Jobs, lavori, al plurale. Credo.

  • Giusy Elle

    Oh, cara, che sante parole! Alla fine possiamo dedurre che noi Italiani siamo semplicemente pressapochisti, tanto nell’inglese quanto nella nostra lingua, a questo punto. Se non siamo “abili” nemmeno nella nostra, è certo che un’altra lingua ci sarà ancora pù straniera… e sì, invidio anch’io i bilinguisti puri…

    • Titti

      Infatti! Chi ci ridicolizza sull’inglese, sa scrivere in italiano? 😀
      Ah, chi sa perfettamente (compresa la pronuncia) due lingue suscita la mia invidia…. Solo chi ha i genitori di due lingue madri diverse è perfettamente bilingue. Beati loro!!

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